Il dramma: concetti fondamentali

di Maurizio De Cicco

Il dramma: concetti fondamentali

Dicembre 15, 2020 Cos'è il DRAMMATICO 0

Un dramma può avere argomento tragico o comico, a seconda delle situazioni descritte.

Nella accezione d’uso comune invece, si tende a designare con questo termine vicende dolorose o problemi esistenziali, o altri eventi di portata tragica. Drammi possono essere rappresentati tramite diversi tipi di media: spettacoli dal vivo, cinema, televisione. Nel teatro, il dramma ha mantenuto l’accezione in uso nell’Antica Grecia, dove indicava un qualsiasi componimento destinato alla scena, fosse esso una tragedia o una commedia, e arrivando a essere sinonimo stesso di teatro (theatron). In genere le parole derivate hanno mantenuto il senso originario, legato a una scrittura teatrale: drammatizzazione, drammaturgia. Per l’aggettivo drammatico ci sono invece diverse consuetudini d’uso: più legato alle radici teatrali per gli addetti ai lavori di questa disciplina, relativo al concetto di dramma nel suo senso tragico nel senso comune. Per fare un esempio, a teatro si indica come un bravo attore drammatico colui che in generale padroneggia l’arte drammatica, mentre si è soliti definire drammatico un attore di cinema o televisione unicamente in relazione al contenuto tragico o conflittuale della sua recitazione. Il concetto di dramma e di drammaticità è legato maggiormente a un dialogo che non a un monologo o a una lirica (pur potendo etimologicamente essere riferita a qualunque forma letteraria destinata alla scena). È con la presenza di almeno un altro attore dialogante che si può meglio esprimere la caratteristica principale del dramma: il contrasto tra almeno due differenti elementi. Bernard Shaw, introducendo il suo primo volume di commedie, afferma: «Non c’è opera teatrale senza conflitto».

Un contrasto può verificarsi anche in un testo leggero, e costituisce la sua ossatura. Il binomio dramma-conflitto si esprime spesso anche in campi diversi da quello strettamente teatrale: spesso ci si riferisce a opere letterarie non destinate alla scena, parlando della loro drammaticità, o similmente con opere musicali o di altre arti. Il dramma è un metodo specifico di fiction mimesi nelle performance. Considerato come un genere di poesia in generale, il metodo drammatico è stato contrapposto ai metodi epici e lirici fin dalla Poetica di Aristotele (335 a.C.) – la più antica opera drammatica.

Il termine “dramma” deriva da una parola greca che significa “action” [non chiaro] (greco antico: δρᾶμα , dramma), che deriva da “I do” (greco antico: δράω, drao). Le due maschere associate al dramma rappresentano la tradizionale divisione generica tra commedia e tragedia. Sono simboli delle antiche Muse greche, Talia e Melpomene. Thalia era la musa della commedia (la faccia che ride), mentre Melpomene era la musa della tragedia (la faccia che piange).

In inglese (come era il caso analogo in molte altre lingue europee), il termine “play” o “game” (che traduce la lingua inglese antica plèga o la lingua latina ludus) era il termine standard usato per descrivere il dramma fino al tempo di William Shakespeare, proprio come il suo creatore era un”play-maker” piuttosto che un “drammaturgo” e l’edificio era una “playhouse” piuttosto che un “teatro”. L’uso della parola “dramma” in senso stretto per designare un tipo specifico di gioco risale all’era moderna. “Drama” in questo senso si riferisce ad un’opera teatrale che non è né una commedia né una tragedia – per esempio, la Teresa Raquin di Zola (1873) o Ivanov di Cechov (1887). Questo è il senso che le industrie cinematografiche e televisive, insieme alla filmologia, hanno adottato per descrivere il “dramma” come genere cinematografico nei rispettivi mezzi di comunicazione. “Radiodramma” è stato utilizzato in entrambi i sensi – originariamente trasmesso in un’esibizione dal vivo, è stato anche usato per descrivere un forte e serio fine dell’emissione drammatica della radio.

La messa in scena del dramma in teatro, eseguita da attori su un palcoscenico davanti a degli spettatori, presupponeva modalità di produzioni collaborative ed una forma collettiva di accoglienza. La struttura dei testi drammatici, a differenza di altre forme di letteratura, è direttamente influenzata da questa produzione collaborativa e dalla ricezione collettiva. La prima tragedia moderna Amleto (1601) di Shakespeare e la tragedia classica ateniese Edipo re (429 a.C. circa) di Sofocle sono tra i capolavori dell’arte del dramma. Un esempio moderno è Lungo viaggio verso la notte di Eugene O’Neill.

Il dramma è spesso combinato con la musica e la danza: il dramma nell’opera è generalmente tutto cantato; i musical generalmente includono sia dialoghi parlati che canzoni; ed alcune forme di dramma hanno musiche di scena o accompagnamento musicale che sottolinea il dialogo (il melodramma giapponese Nō, per esempio).

Il closet drama descrive una forma che è destinata ad essere letta, anziché eseguita.

Nell’improvvisazione, il dramma non preesiste al momento della performance; gli esecutori escogitano una sceneggiatura drammatica spontaneamente davanti a un pubblico.

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Fonte: WIKIPEDIA

 

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