Il dramma medievale

di Maurizio De Cicco

Il dramma medievale

Dicembre 15, 2020 Cos'è il DRAMMATICO 0

Il dramma medievale ha diverse manifestazioni e correnti.

Le correnti erudite e profane cercano di perpetuare il più possibile il culto dell’antica letteratura; tra le sue forme troviamo il “mimo conviviale patrizio” e la “commedia elegiaca”, entrambi scritti in latino e di fattura più letteraria che drammatica (venivano infatti letti in cenacoli ristretti).

Le correnti religiose – per rimediare alla corruzione dei costumi – tentano la conciliazione del nuovo spirito religioso con le vecchie forme pagane. L’esito è la sacra rappresentazione: si fa risalire la sua nascita all’omelia sacra, quando questa diventa dialogica a scopo didattico ed esortativo. Una tesi più fondata fa risalire la sacra rappresentazione allo sviluppo della liturgia romana, che già nella sua pura forma celebrativa è pervasa di elementi drammatici (il sacrificio della Messa come rappresentazione simbolica, in forma dialogica tra celebrante e assistenti). Il dramma liturgico rimane strettamente connesso al rito: viene recitato in latino da sacerdoti che sostengono le parti più diverse e cambiano identità non tanto attraverso costumi o trasformazioni fisiche, quanto tramite una stilizzazione esteriore. Nella figura del sacerdote-attore i credenti contemplano l’agognata anticipazione della venuta di Cristo sulla terra.

 

Il dramma liturgico, a differenza di quello classico, non adotta il criterio delle tre unità aristoteliche e si esprime più in forma pittorica che rappresentativa. Se il dramma classico metteva in scena un solo fatto in maniera lineare e in un solo luogo, il dramma medievale di contro segue l’eroe in tutte le sue età: non viene rappresentato, ad esempio, il momento in cui Gesù resuscita Lazzaro, ma tutta la vita del protagonista. Necessariamente la scena diventa multipla, creata da diverse scene allineate e divise l’una dall’altra mediante uno scompartimento: sono i cosiddetti “luoghi deputati”.

Infine, abbiamo un teatro popolare, caratterizzato sia dall’aspetto buffonesco (tipico dei mimi e delle farse) sia religioso. Tipico fu il “Dramma misto”, che si è distinto dal dramma liturgico per la contaminatio dei generi e l’introduzione delle prime frasi in volgare. Nella produzione di questa corrente troviamo anche delle commedie, di cui è rimasta una famosa pantomima, la Cena Cypriani. Il teatro popolare trova spazio anche nelle cosiddette Libertates Decembris. Sono rappresentazioni di carattere occasionale, costituite da una processione pseudo-ecclesiastica guidata da un giovinetto vestito da vescovo; il corteo parte dalla chiesa fino ad arrivare all’episcopio, in cui il clero e/o il vero vescovo vengono benedetti in forma ridicola e parodica.

 

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