LA LUNA – racconto breve di Anna Campo

a cura di Marina Vicario

Anna Campo è una delle autrici di punta della Pluriversum Edizioni.
Un gomitolo di storie, la sua raccolta di racconti è diventato uno dei Bestseller in catalogo.

La luna

Un giorno la luna si stancò di guardare il mondo da lassù…”
(Branduardi )
Era arrivato il momento di scendere dal suo dorato piedistallo per sporcarsi i piedi anche lei, come tutti i comuni mortali.
La sua vita non era eterna, lo sapeva benissimo, eppure aveva sempre creduto che fosse quanto di più simile ci sia nell’universo e fino ad ora le era bastato stare li, osservare la vita che scorreva sotto di lei, bearsi delle poesie, delle canzoni, delle parole appassionate che tutti gli amanti le dedicavano e vivere di quello.
Alta, seducente, irraggiungibile.
Questo fino a quando si innamorò. Veramente intendo.
Fino a quando anche il suo cuore prese a battere forte per qualcuno che forse non era degno di lei, forse davvero, come tutte le stelle le ripetevano, non meritava un suo secondo sguardo ma che… ormai aveva rubato la sua anima e adesso, senza, non riusciva più a vivere. Sarebbe scesa in mezzo a loro, sarebbe arrivata da lui…e , guardandolo diritto negli occhi, gli avrebbe donato la sua vita. Definitivamente, coscientemente. Per non tornare indietro mai più.

L’alba iniziava ad imbiancare il cielo e lentamente la luna tornava nel suo regno fatto di ombre e di silenzio. Il sole stava prendendo il suo posto, accarezzandola dolcemente.
Il ragazzo, in bilico sullo strapiombo che terminava nell’Oceano, stava montando la macchina fotografica terminando di inserire l’ultimo rullino, quello definitivo, che avrebbe immortalato la discesa nell’oblio della luna per lasciare il posto alla luce che, in quelle dodici ore, avrebbe preso il suo posto. Eclissandola momentaneamente.

Era quello il momento giusto, l’attimo in cui il lungo lavoro di quella notte avrebbe avuto il giusto epilogo. E l’obiettivo divenne il suo occhio. Catturò la magia dell’alba in quel luogo dove la notte e il giorno si equivalevano perfettamente e si fece a sua volta catturare da quella sensazione perfetta, di appartenenza a qualcosa che superava, di gran lunga, ogni altra sensazione che lui avesse mai provato in tutta la sua vita.

Per il futuro non si sbilanciava. Non ipotecava mai qualcosa che ancora doveva accadere.
Il tutto durò mezz’ora. Trenta minuti in cui ogni emozione era passata attraverso quella macchina fotografica che era diventata quasi vitale, per lui.
Mise via tutta la sua apparecchiatura con meticolosità, con movimenti precisi e perfetti. Le mani si muovevano sicure mentre sotto di lui, l’Oceano, continuava il suo incessante movimento, senza stancarsi mai.
Arrivò alla macchina, caricò il tutto nel bagagliaio e lo assicurò con attenzione affinché non si muovesse durante il tragitto verso il suo appartamento.
Salì sull’auto e lentamente tornò da dove era arrivato. Il mezzo non era suo, ma dell’agenzia che lo aveva contattato per il servizio fotografico, però era completo di tutti i confort esistenti, compreso un perfetto impianto stereo che accese per pura abitudine.
La canzone che arrivò alle sue orecchie lo fece trasalire. “La Luna”, di Angelo Branduardi.

La luna… come quella che aveva fotografato per tutta la notte.

La luna è stata il suo primo amore, colei che aveva accolto le sue confidenze, le sue ansie, i suoi errori. Il suo primo servizio fotografico, quando ancora non era sicuro di quello che avrebbe fatto da grande, era stato dedicato a lei. E si era stupito, insieme a tutti gli altri, di come era stato perfetto e di come era riuscito ad immortalare l’attimo in cui la luce lunare era nel suo maggior splendore, coprendo l’orrore e il nero della notte e diventando la Signora di quelle ore di tenebra.

Era cresciuto diventando così quello che la sua anima voleva, facendo di questo il suo mestiere.
Vivendo per quello… aspettandola.
Sapeva che l’avrebbe incontrata.
Sapeva che prima o poi sarebbe comparsa nella sua vita.
Ed era lei che voleva, soltanto lei… non si sarebbe accontentato di nulla di meno.

Dicevano di lui che era un bel ragazzo ma che era parecchio strano. Aveva sempre gente attorno, sempre circondato da chi voleva trarre qualche profitto personale dal suo successo, non cercato, con l’altro sesso. Eppure non permetteva mai a nessuno di andare oltre la facciata che offriva. Quella visibile.
Un po’ come la luna.
Mostrava sempre quel lato a tutti e incantava chiunque con la sua algida bellezza. Eppure la sua vera faccia era quella nascosta. Quella che nessuno aveva il coraggio di osservare, perché avvolta dall’oscurità. Lui sapeva che lei sarebbe stata sua, sapeva che si sarebbero incontrati.
Tutti lo prendevano per pazzo ma nessuno la conosceva come lui, nessuno provava per lei quello che provava lui… sarebbe stata sua e nessuno avrebbe potuto separarli.
Nessuno.
Quando Stephan sparì fecero ogni tipo di ipotesi anche quelle più incredibili.
La sua macchina fu trovata vuota, senza la sua attrezzatura, a dici miglia da casa sua.
Di lui nessuna traccia.
Le ricerche cessarono dopo tre anni… e finì tra i casi delle persone scomparse misteriosamente.
Il suo conto in banca non era mai stato toccato e così la sua casa ed i suoi vistiti… si parlò di Ufo, di complotto per metterlo a tacere ( di che cosa nessuno lo sapeva…) e chi più ne ha più ne metta ma col tempo, come per ogni cosa, anche questa notizia passò nel dimenticatoio…

Nessuno collegò la sua sparizione allo splendore incredibile che la luna ebbe, da quella sera in poi.

Era come se la sua essenza avesse subito una trasformazione, evolvendosi in una creatura che emanava una luce mai vista prima.

E chiunque si fermava a guardarla un po’ più a lungo ne veniva quasi rapito, sentendosi colmo di felicità. Una felicità frutto di un amore che non si era mai arreso e che viveva oltre il mondo. Oltre il tempo.
Oltre la vita.
Per sempre.

L’AUTRICE
Campo Anna è nata ad Alcamo (TP). Risiede e lavora a Udine, come assistente sociale di un diversamente abile. Ha partecipato a diversi concorsi: Poesia Onesta (2014, arrivando terza con il racconto Mio padre); Premio Arco dei Gavi (2014, arrivata settima e inserita nell’antologia); Poesie in video (2015, arrivando prima con Vivi). Ha ottenuto il riconoscimento con menzione di merito al Premio internazionale Michelangelo Buonarroti. Nel 2012 ha pubblicato la silloge Frammenti del cuore (SBC Edizioni).

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