La saggezza di un bambino attraverso gli occhi di Marco Usai

a cura di Marina Vicario

Marco Usai è un autore di talento di Pluriversum Edizioni. Talento dimostrato attraverso il suo libro “La maledizione di Salvatore”, una vera chicca in catalogo.
Recentemente ho scoperto che scrive ottimi racconti brevi che non mi lascerò scappare!
Eccovene uno che parla di saggezza che spesso i bambini esprimono, facendoci capire di come ci “guastiamo” crescendo.
Buona lettura!

Ho visto un bambino triste l’altro giorno, giocava in silenzio con una macchinina, seduto sul ciglio della strada.
Io ero fermo poco più un là in attesa di un amico che sarebbe passato a prendermi da lì a poco. Il piccolo catturò la mia attenzione, non so per quale motivo, ma sentii la necessità di salutarlo. Ricevetti in cambio un sorriso.
“Bellina la macchinina, che modello è?” chiesi per rompere il ghiaccio.
“Una porsche” rispose con voce bassa.
Si capiva che qualcosa lo stava turbando, non era molto felice, allora provai a chiedergli cosa avesse.
“È morto il mio cane…” mi disse con voce tremante.
“Mi dispiace tanto, sicuramente gli volevi molto bene, era anziano?”
Fece spallucce e mi ha detto che i cani muoiono giovani e che il suo aveva solo 13 anni.
“Sono comunque molti anni per un cane, solitamente si moltiplica l’età per 5, quindi il tuo cane aveva ben 65 anni, ti assicuro che ha vissuto molto” precisai nel tentativo di consolarlo.
“Lo so, ai cani non serve molto tempo.”
“Molto tempo per cosa?” non riuscivo proprio a capire a cosa si riferisse.
Per il mio piccolo amico invece era tutto chiaro: ”La gente viene al mondo per imparare a vivere una bella vita, come amare gli altri tutto il tempo ed essere una brava persona, giusto? Beh… visto che i cani sono già nati sapendo come fare tutto questo, non devono restare a lungo come noi.”

Lo guardai in silenzio, aveva perfettamente ragione.
Se noi uomini fossimo come i cani probabilmente vivremmo meglio.
Forse dovremmo prendere proprio i cani, come insegnanti di vita.
Insegnerebbero cose come:
• Quando i tuoi cari torneranno a casa, corri sempre a salutare.
• Non lasciare mai passare la possibilità di andare a spasso;
• Fai esperienza dell’aria fresca e del vento;
• Corri, salta e gioca ogni giorno;
Pensai in maniera schematica, come era mio solito fare; anzi… come ero oramai abiutato a fare.

Proprio mentre stavo riflettendo, arrivò il mio amico e salii in auto salutando quasi distrattamente quell’anima così meravigliosa.
Domani tornerò lì, sperando di incontrarlo.
Lo ringrazierò per il suo insegnamento, gli porterò, una mia vecchia macchinina, di quando ero piccolo e saggio, quando la vita non era così frenetica, sciocca e con i valori sbiaditi.

Marco Usai nasce in Sardegna, in un paese dell’entroterra. Si scopre giovanissimo appassionato di poesie che presto diventano sue compagne di vita. Divora libri di tutti i generi ma con predilezione per il noir e il fantasy. Ma a un certo punto leggere non gli basta più, vuole pubblicare qualcosa di suo. Nasce così “La maledizione di Salvatore”, il suo primo romanzo paranormale.

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